Palma Campania - Carnevale Palmese

Sabato 16 Febbraio 2019
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Carnevale Palmese




PALMA CAMPANIA - NA

Localizzazione:
» Campania - ITALIA

Mappa Carnevale Palmese - Palma Campania

Mappa / Come arrivare:
GPS/Coordinate geografiche
40°51'59.98" N
14°33'0" E

Nota: La mappa indica la località, non la posizione esatta dell'evento.

Periodo evento:
Febbraio



CARNEVALE PALMESE

Palma Campania è un comune di 16045 abitanti in Campania.
È situato in pianura a 63 metri di altitudine in provincia di Napoli.
Il territorio di questa città campana sviluppa una superfice di 20.8 kmq.
Nella scheda del Comune puoi reperire un elenco di luoghi da visitare o da vedere in questa località o nei dintorni.
» Info Comune di Palma Campania

Descrizione evento:
Nel segno del Carnevale: Le Quadriglie di Palma Campania
"Suone, maschere e canzone": il Carnevale di Palma Campania affonda le sue radici nella tradizione carnascialesca campana, strizzando l'occhio agli antichi riti propiziatori perpetuatisi in varie forme dalla romanità al medioevo.

La ridente cittadina di Palma Campania, situata sull'asse Nola / Sarno, si colloca tra i paesi che ancora conservano tracce e ricordi della propria storia aiutando a ricostruire quel passato Partenopeo degno di essere conosciuto e tramandato. E' con il Carnevale, ricorrenza che con l'accensione del "fucarone" durante la festa di Sant'Antonio Abate del 17 gennaio apre il ciclo primaverile, che attualmente Palma Campania esprime il carattere culturale più genuinamente popolare e campano della sua tradizione storica. Attestazioni certe del Carnevale Palmese si hanno a partire dalla seconda metà del 1800 sebbene, come per il Carnevale Napoletano, le sue radici sono ben più antiche, ciò comprovato da preziosi testi nati raccogliendo testimonianze e ricordi onde non lasciare che il patrimonio locale vada perduto.
La spiegazione etimologica della denominazione carnem levare (con esplicito riferimento alla prescrizione cristiana di non mangiare carne durante i venerdì di Quaresima, o carnem laxare, da cui il più ricercato termine "carnasciale" ) rimanda ad un tempo in cui la ricorrenza aveva già assunto un carattere definito nel calendario cristiano e veniva celebrata appunto come apertura del periodo quaresimale. Punti di contatto con il Carnevale si ritrovano in antiche feste pagane legate a riti di passaggio e di purificazione, quali i Saturnalia e i Lupercalia celebrati nell'antica Roma. Molti sono gli studiosi concordi nell'affermare che questi riti si originano in ambiente agreste, dato che il periodo del Carnevale coincide per lo più con l'inizio dell'anno e con la necessità di favorire la fecondità della terra attraverso l'eliminazione di quanto è vecchio e malato. Ma come afferma Giovanni Battista del Tufo quando descrive ciò che il Carnevale rappresentava nel XVI secolo,il Carnevale è: "Ritratto o modello delle grandezze, delle letizie e meraviglie della nobilissima città di Napoli" . Esso era la festa dei principi, nei nobili e dell'aristocrazia Napoletana che ben mascherata prendeva parte a tornei di caccia, cavalcate e soprattutto ai lussuosi ricevimenti organizzati dalla corte Aragonese. Intanto nel XVII secolo le mascherate iniziarono ad esercitare notevole fascino anche sul popolo che prese ad organizzare un vero e proprio Carnevale della plebe scendendo a far festa tra le piazze della città (tra cui l'attuale Piazza del Carmine a Napoli) mentre l'aristocrazia partenopea, sempre incline a divertirsi, si mescolava alla folla ben mimetizzata dietro le maschere dei costumi tradizionali, quali Pulcinella e la Vecchia del Carnevale, la Zeza e Don Nicola, maschere a metà fra il comico e il demoniaco la cui attitudine era il dimenarsi in danze pressoché orgiastiche.
Fu nel periodo del regno Borbonico a Napoli che il Carnevale conobbe il suo momento di grande gloria. Veniva festeggiato con sfarzosissime sfilate mascherate e con variopinti carri allegorici, arricchiti con squisite cibarie tipiche della tradizione popolare, che venivano in seguito saccheggiate. In tali carri, specie ai più importanti, i quattro carri dei mestieri maggiori che sfilavano l'ultima domenica del Carnevale trova origine la tradizione delle Quadriglie di Palma Campania, mentre l'antenato del Maestro di Quadriglia Palmese pare fosse la maschera del Capitano Spagnolo, che sfilava ballando una sfrenata tarantella, attorniato da numerosi Pulcinella e altre maschere che davano a lui il ritmo con i tamburelli cantando canzoni talvolta volgari, in un dialetto ricco di doppi sensi. Tale folla festante disposta in cerchio rappresenta l'attuale nucleo originario della Quadriglia Palmese, termine derivante dallo spagnolo "cuadrilla", indicante la disposizione per righe di quattro secondo la quale sfilavano le maschere.
Le nove Quadriglie odierne hanno ripreso tali tradizioni; ciascuna di esse ha il suo folto gruppo di quadriglianti mascherati secondo il tema scelto di comune accordo tra gli organizzatori e che cambia di anno in anno; una Banda Musicale accompagna il Canzoniere, ossia il repertorio musicale proprio della quadriglia, assieme alla Piccola Banda deputata a curare gli attacchi delle canzoni e a portare il tempo a ritmo di strumenti tipici della tradizione popolare partenopea antica tramandati fino ai nostri giorni, quali: "rancascia", "tammuriello", piatti e cimbali, triccabballacche, scetavaiasse, etc. Le canzoni del Canzoniere vengono scelte sia dal repertorio classico napoletano che da quello della musica leggera contemporanea seppur cambiandone i testi. A dirigere l'intero gruppo vi è dunque il Maestro di Quadriglia, figura scelta non solo per il suo orecchio musicale ma soprattutto perché grande Istrione, il vero e proprio "pazzariello", 'o Cumannante che trascina simpaticamente tutti i compagni armonicamente al ritmo delle canzoni.
A Palma Campania, dopo una settimana di "prove ufficiali" da parte delle quadriglie, la Domenica dell'Esordio ha inizio il triduo culminante dei festeggiamenti. Ad aprire ciascuna delle nove Quadriglie, vi è il Maestro, che la guida fino alla Piazza accennando solo poche note del Canzoniere, onde dare spazio alla "canzone d'occasione", scritta in dialetto sulle note di una canzone famosa, il cui scopo è di presentare scherzosamente il tema stesso della quadriglia: stampata su volantini colorati, viene distribuita alla folla. L'usanza della canzone d'occasione, in effetti, riprende i "Cartelli dei Carri" Spagnoli, coi quali si spiegava al Vicerè il significato dei carri allegorici: essi erano stampati però su seta e consegnati alle autorità insieme a rametti fioriti.
Il lunedì, vigilia del Carnevale propriamente detto, denominato "Lunedì del Passo", le quadriglie sfilano senza costume, segnando appunto "il passo", al ritmo della marcia che le caratterizza, fermandosi in postazioni stabilite lungo il percorso e concedendo al pubblico dei compaesani qualche piccola anticipazione del canzoniere. Ma è il Martedì Grasso che la festa culmina ed è celebrata in tutto il suo splendore. Dopo aver sfilato lungo l'itinerario designato, ciascuna quadriglia, sgargiante del colore dei vestiti a tema, raggiunge le piazze eseguendo l'intero canzoniere, per ripeterlo infine nella grande esibizione finale, dove la bravura del Maestro, l'originalità e la bellezza dei costumi, l'abilità musicale delle bande e la capacità della quadriglia di accordare armonicamente "'o lignamme" alla musica decreterà il vincitore dell'ambito Palio.
Tra il XVII e il XVIII secolo entrò in voga, durante i giorni del Carnevale, il gioco dell' "Albero della Cuccagna", ossia un palo insaponato in modo da rendere difficile ai partecipanti l' arrampicarsi fino alla cima per afferrare le varie delizie poste in bella vista. Delizie che andavano dai vini ai salumi e ai dolciumi. Allo stesso modo, anche a Palma Campania, l'allegria dalle esibizioni musicali e delle maschere è accompagnata dai piatti della genuina tradizione locale preparate in ogni casa e ristorante. In effetti, il termine 'Cuccagna' sta per "paese delle meraviglie, del piacere e delle delizie" , che nella nostra tradizione partenopea sono rappresentate dalla classica lasagna e dalle polpette, le braciole e la pizza di scarole, le patate novelle fritte e i "friarielli", senza certo dimenticare i dolci quali i migliacci, struffoli, chiacchiere, sanguinacci e zeppole.
Durante il triduo, che va dalla domenica fino al martedì grasso, appunto, si rientra nella specifica concezione gastronomica della tradizione Napoletana della Cuccagna e del suo significato di 'abbuffata' ossia del saziarsi abbondantemente col buon mangiare innaffiato dagli ottimi vini del territorio vesuviano prima di iniziare il lungo digiuno Quaresimale. Abbuffata che chiude la stupenda manifestazione…mentre già si comincia a pensare già al tema per quella dell'anno prossimo!

Evento: Le Quadriglie, Carnevale Palese
Tipologia evento: Carnevale tradizionale di Palma Campania
Edizione evento: 2010
Date evento: 14 - 15 - 16 febbraio 2010
Localizzazione evento: Palma Campania, Napoli
Per informazioni:
www.carnevalepalmese.eu
sema@carnevalepalmese.eu

Fonte: Sema s.a.s. Agenzia di Comunicazione e Promozione del Territorio

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